Analisi delle ombre
Il procedimento tecnico con cui si calcola come ostacoli quali alberi, camini, unità di climatizzazione ed edifici vicini proiettano ombra su un campo fotovoltaico durante l'anno, quantificando la perdita di produzione che ne deriva per disporre i moduli in modo da ridurla al minimo.
L'analisi delle ombre modella come la luce diretta e diffusa raggiunge un campo fotovoltaico nel corso di un anno, tenendo conto di ogni ostacolo che possa bloccarla. L'esito è una stima di produzione risolta nel tempo, di norma oraria, che cattura la penalizzazione dovuta all'ombra su singoli moduli, su una stringa o su tutto il campo.
L'analisi combina tre ingressi: coordinate del sito e percorso solare locale, un modello tridimensionale dell'ambiente (chiome degli alberi, camini, unità di climatizzazione, muri, tetti confinanti) e la disposizione dei moduli. Gli strumenti moderni proiettano le ombre a intervalli orari su un anno meteorologico tipo e le convertono in perdite di kWh usando il comportamento elettrico di ciascun modulo sotto ombreggiamento parziale.
Il risultato pesa soprattutto in due punti: dimensionamento dell'impianto e credibilità del preventivo. Uno studio ottimistico sovradimensiona il campo e gonfia la produzione dichiarata. Uno troppo prudente fa perdere la trattativa contro la concorrenza. Entrambi gli esiti fanno danno.
Perché conta per gli installatori fotovoltaici
L'analisi delle ombre è il punto in cui la progettazione 3D si ripaga. La tavola di progetto di solarVis modella gli ostacoli in tre dimensioni, proietta le ombre su tutto l'anno e porta il calcolo delle perdite direttamente nei numeri di resa e di rientro del preventivo, così la cifra sul documento è la cifra di cui il cliente può fidarsi.
Domande frequenti
- Quanto deve essere precisa un'analisi delle ombre?
- Abbastanza precisa perché la stima di produzione del preventivo regga una volta costruito l'impianto. Un errore del 5 per cento su un residenziale da 10 kW vale circa 500 kWh l'anno, che su 25 anni diventano soldi veri e, se l'impianto rende meno del promesso, un danno concreto di credibilità.
- Che differenza c'è tra uno studio basato sull'orizzonte e uno in 3D?
- Gli strumenti basati sull'orizzonte assumono un unico profilo e perdono gli ostacoli piccoli e vicini, come un camino. Gli strumenti 3D modellano l'ambiente reale e proiettano ombre vere a intervalli orari, catturando l'ombreggiamento parziale che attiva i diodi di bypass.
- Serve su ogni impianto su tetto?
- Su una copertura libera senza ostacoli vicini è sufficiente una verifica semplificata. Su qualsiasi sito con una fila di alberi, un abbaino o un edificio confinante entro un paio di altezze di falda, uno studio ora per ora si ripaga evitando un dimensionamento sbagliato per eccesso o per difetto.