Agrivoltaico
L'agrivoltaico è l'uso simultaneo dello stesso terreno per la produzione di energia fotovoltaica e per la coltivazione o l'allevamento. Migliora l'efficienza d'uso del suolo, riduce lo stress termico delle colture nei climi caldi e crea una seconda fonte di reddito per il proprietario e per l'azienda agricola.
L'agrivoltaico è la coesistenza, sulla stessa superficie, di un campo fotovoltaico e di una produzione agricola attiva. Il concetto è stato dimostrato per la prima volta nel 1981 da Adolf Goetzberger e Armin Zastrow, che mostrarono come ombreggiare le colture con moduli sopraelevati riducesse l'evaporazione e aumentasse la produttività complessiva del terreno rispetto all'esercizio di una sola delle due attività.
Le configurazioni sono molto diverse tra loro. I sistemi sopraelevati a struttura aperta montano i moduli da 3 a 5 metri da terra e lasciano passare liberamente trattori e animali. I sistemi a file alternate inseriscono corridoi di coltura più stretti tra file di moduli inclinati ad altezza convenzionale. I sistemi dinamici usano inseguitori monoassiali con programmi di ombreggiamento, per massimizzare la luce sulla coltura nelle fasi critiche e ruotare verso l'angolo fotovoltaico ottimale nel resto del tempo. L'agrivoltaico integrato in serra usa moduli semitrasparenti o opachi distanziati come strato di copertura, sostituendo il vetro convenzionale con una superficie che produce energia.
I benefici agronomici dipendono da clima e coltura. Nelle zone calde e semiaride l'ombreggiamento parziale abbassa la temperatura fogliare, riduce l'evapotraspirazione e può aumentare la resa delle specie sensibili al calore, come lattuga e piccoli frutti, anche quando il flusso luminoso totale cala. Nelle installazioni mediterranee la minore richiesta irrigua è un beneficio documentato, ed è spesso l'argomento che convince l'azienda agricola prima ancora del ricavo elettrico.
I mercati con sviluppo attivo comprendono la Francia, che ha definito l'agrivoltaico per legge e per decreto attuativo, la Germania, il Giappone e la Corea del Sud. L'Italia è oggi tra i mercati più strutturati d'Europa, perché la limitazione del fotovoltaico a terra sui suoli agricoli ha reso l'agrivoltaico la configurazione di riferimento per chi vuole sviluppare potenza su terreno coltivato, con requisiti espliciti su altezza dei moduli, continuità dell'attività agricola e monitoraggio.
Perché conta per gli installatori fotovoltaici
I progetti agrivoltaici hanno una complessità strutturale e agronomica superiore al normale impianto a terra. Altezza dei moduli, passo tra le file, inclinazione e schema di ombreggiamento devono soddisfare insieme gli obiettivi di resa fotovoltaica e il fabbisogno minimo di luce della coltura scelta. Gli strumenti di progettazione 3D di solarVis modellano altezze di montaggio personalizzate e geometrie di fila irregolari, e il motore di fattibilità aggiunge irraggiamento e analisi delle ombre specifici del sito, così può mostrare al proprietario del terreno sia la curva di produzione fotovoltaica sia la luce disponibile sulla zona coltivata, in un unico documento utilizzabile in istruttoria.
Domande frequenti
- Quali colture rendono bene sotto i moduli?
- Le colture tolleranti all'ombra sono le migliori: lattuga, spinacio, cavolo, erbe aromatiche e piccoli frutti mostrano risposte da neutre a positive sotto ombreggiamento parziale. Anche ortaggi da radice e lavanda sono scelte frequenti. Colture in fila sensibili alla luce come mais e girasole sono candidate deboli, a meno di usare un sistema a inseguimento configurato per massimizzare la trasmissione luminosa nelle fasi critiche di crescita.
- A che altezza vanno montati i moduli?
- La maggior parte degli impianti commerciali monta i moduli da 3 a 5 metri da terra, per far passare le macchine agricole standard. Un'altezza maggiore aumenta il costo della struttura e i carichi di vento, quindi il calcolo strutturale è sempre specifico del sito. I sistemi integrati in serra e le coperture per piccoli frutti usano altezze inferiori, pensate per colture raccolte a mano.
- In Italia l'agrivoltaico è solo una possibilità o è la strada obbligata?
- È diventato la strada principale. La normativa italiana ha fortemente limitato il fotovoltaico a terra convenzionale sui terreni agricoli, e l'agrivoltaico che mantiene la continuità dell'attività agricola resta la configurazione ammessa e incentivata. Le linee guida distinguono inoltre l'agrivoltaico semplice da quello avanzato, con moduli sollevati, sistemi di monitoraggio dell'attività agricola e del microclima: è la seconda categoria a dare accesso agli strumenti di incentivo. Per un installatore questo significa che la scelta tra a terra e agrivoltaico non è più solo economica, è autorizzativa.