Solar access
Il solar access è la percentuale di radiazione solare disponibile che raggiunge una superficie una volta considerato l'ombreggiamento, calcolata come l'irraggiamento ricevuto in presenza di ombra diviso per l'irraggiamento che si riceverebbe senza alcuna ombra. Un valore del 96 per cento significa che il 4 per cento della luce potenziale va perso per alberi, edifici e altri ostacoli.
Il solar access è la quota di luce disponibile che raggiunge davvero una superficie dopo aver messo in conto ogni ostacolo. Si esprime in percentuale e si calcola come l'irraggiamento ricevuto in condizioni reali, con ombra, diviso per l'irraggiamento che la stessa superficie riceverebbe con cielo libero e nessun ostacolo.
L'intuizione è semplice. Se una falda riceverebbe 1.000 kWh/m² all'anno senza nulla attorno, ma alberi vicini e un camino la portano a 960 kWh/m², il solar access è il 96 per cento. Il 4 per cento mancante è la perdita da ombreggiamento. Poiché isola la penalizzazione da ostacoli da ogni altro fattore, il solar access è il modo più pulito per confrontare una falda, o perfino un singolo modulo, con un'altra.
È una grandezza per punto. Il solar access varia dentro la stessa copertura, quindi uno strumento fatto bene lo riporta modulo per modulo invece che come numero unico per tutto il campo. Un modulo infilato dietro un abbaino può stare al 70 per cento mentre uno tre file più su sta al 98, e quella differenza guida sia il layout sia, una volta collegati i moduli in serie, le perdite a livello di stringa.
Alimenta direttamente la resa. Il solar access è uno degli ingressi che trasformano una produzione teorica in una realistica. Unito al fattore di inclinazione e orientamento diventa il TSRF, il numero che riassume meglio di ogni altro la qualità del sito.
Perché conta per gli installatori fotovoltaici
Il solar access è il punto in cui un progetto guadagna o perde la fiducia del cliente. Se posa i moduli su una falda al 75 per cento di solar access senza segnalarlo, l'impianto rende meno del previsto e il rientro slitta. SolarVis riporta il solar access per singolo modulo dentro la tavola di progettazione 3D, così può spostare i moduli fuori dalle zone in ombra prima di simulare, e mostrare al cliente esattamente perché una parte del tetto è stata lasciata libera.
Domande frequenti
- Qual è un buon valore di solar access?
- Per una copertura produttiva conviene cercare un solar access annuo sopra il 90 per cento circa. Valori nella fascia alta dei 90 indicano un tetto quasi del tutto libero. Sotto l'80 per cento circa siamo davanti a un ombreggiamento significativo che abbasserà la resa, e va indagato ostacolo per ostacolo prima di fissare un layout.
- Che differenza c'è tra solar access e TSRF?
- Il solar access misura solo la perdita da ombreggiamento, cioè quanta luce viene bloccata dagli ostacoli. Il TSRF moltiplica il solar access per il fattore di inclinazione e orientamento, quindi include anche la penalizzazione geometrica di una falda che non guarda nella direzione o con l'angolo ottimale. Il solar access risponde alla domanda quanto è ombreggiato, il TSRF alla domanda quanto vale nel complesso.
- Come si misura il solar access?
- Gli strumenti di progettazione 3D moderni proiettano il percorso solare su un anno intero contro il modello della copertura e dell'ambiente circostante, e poi confrontano l'irraggiamento in ombra di ciascun punto con il caso senza ombra. Il risultato è una percentuale per punto o per modulo. Gli strumenti portatili più vecchi lo stimavano invece da un'immagine dell'orizzonte a occhio di pesce.