Normativa e standard

Centrale elettrica virtuale (VPP)

Una centrale elettrica virtuale è uno strato software che aggrega risorse energetiche distribuite, fotovoltaico su tetto, accumuli, colonnine di ricarica e carichi flessibili, e le coordina per fornire energia e servizi di rete ai mercati come se fossero un'unica centrale.

Conosciuto anche comeVPPvirtual power plantaggregatoreUVAM

Una centrale elettrica virtuale è una rete di risorse energetiche distribuite coordinate da una piattaforma software perché si comportino come un unico impianto dispacciabile. Le singole risorse, di norma impianti fotovoltaici su tetto, sistemi di accumulo, colonnine di ricarica e carichi controllabili, restano fisicamente separate e di proprietà di soggetti diversi. È lo strato di aggregazione a renderle collettivamente visibili e governabili per il gestore di rete e per i mercati all'ingrosso.

Una VPP ha quattro componenti essenziali. Primo, il registro delle risorse, che raccoglie parametri tecnici e dati di connessione di ogni asset. Secondo, il livello di telemetria, che dà monitoraggio in tempo reale di produzione, stato di carica e consumo su tutti i dispositivi arruolati. Terzo, il motore di ottimizzazione, che programma la movimentazione in base a prezzi di mercato, segnali di frequenza o eventi di flessibilità. Quarto, l'interfaccia di mercato, che presenta le offerte sui mercati dei servizi e della capacità per conto della flotta aggregata.

L'adozione è più forte dove le regole di mercato ammettono esplicitamente la partecipazione aggregata delle risorse distribuite. In Germania Next Kraftwerke è stata tra le prime VPP commerciali. In Australia il gestore di mercato conduce sperimentazioni strutturate su migliaia di abitazioni. In Italia il percorso è passato dalle unità virtuali abilitate, il progetto pilota con cui Terna ha aperto il mercato dei servizi di dispacciamento a impianti, accumuli e carichi sotto un unico punto di offerta, ed è proseguito con l'estensione della flessibilità alle risorse distribuite. Le comunità energetiche rinnovabili si muovono su un binario diverso, condivisione dell'energia tra membri anziché offerta di servizi al gestore di rete, ma spingono nella stessa direzione: valorizzare l'energia dove viene prodotta e consumata.

Perché conta per gli installatori fotovoltaici

Chi già vende accumuli è a un passo dal territorio delle VPP. Quando la batteria di un cliente entra in un programma di aggregazione, produce un ricavo da servizi di rete che migliora il caso economico del progetto e accorcia il rientro, rendendo la vendita iniziale dell'accumulo più facile da giustificare. Gli strumenti di fattibilità e di modellazione tariffaria di solarVis aiutano a impostare i progetti con accumulo rispetto al quadro di mercato locale, così il lato regolatorio di un preventivo pronto per l'aggregazione è già coperto prima di sedersi con il cliente.

Domande frequenti

Come genera ricavi per chi possiede una batteria?
L'aggregatore movimenta la batteria per fornire servizi di rete, regolazione, riserva e capacità di punta, e divide con il proprietario il ricavo di mercato. L'importo dipende dalle regole locali, ma chi partecipa a un programma attivo incassa di norma qualche centinaio di euro l'anno oltre al risparmio da autoconsumo.
Quali servizi può fornire una VPP in Italia?
Il quadro italiano di riferimento sono le unità virtuali abilitate, il perimetro con cui Terna ha aperto il mercato dei servizi di dispacciamento alle risorse distribuite. In questo schema un aggregatore riunisce impianti, accumuli e carichi sotto un unico punto di offerta e partecipa alle sessioni del mercato dei servizi. I servizi tipici sono la riserva, il bilanciamento e la modulazione della domanda.
L'installatore deve essere abilitato per collegare un cliente a una VPP?
I requisiti cambiano da mercato a mercato. Nella maggior parte dei casi è l'aggregatore a gestire la qualificazione e la partecipazione al mercato per conto del titolare dell'impianto. La responsabilità dell'installatore è che inverter e accumulo siano compatibili con l'interfaccia di controllo dell'aggregatore e conformi alle regole di connessione, in Italia la norma CEI 0-21 per la bassa tensione.

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Ultimo aggiornamento 31 luglio 2026
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